C’è un’Irpinia che non si limita a farsi guardare: ti chiama dentro, tra colline vissute, palazzi che custodiscono secoli e strade che sanno ancora di lavoro, fede e appartenenza. Altavilla Irpina si svela così, con il fascino ruvido dei luoghi veri e con una storia che non resta chiusa nei libri, ma riaffiora tra le pietre del borgo, nei saloni del Palazzo De Capua, nei reperti del Museo della Gente Senza Storia e nell’eco potente delle antiche miniere di zolfo. È una giornata che intreccia memoria, identità e territorio, là dove anche Giovanni Verga trovò ispirazione per raccontare questi paesaggi forti e intensi.
Altavilla nasce arroccata su uno sperone roccioso nella valle del fiume Sabato, alla confluenza con il torrente Avellola, e si distende su tre colli circondati da noccioleti e castagneti. Il suo primo nucleo si sviluppa intorno al castello in epoca longobarda; poi arrivano i De Capua, il lungo dominio feudale, i terremoti affrontati e superati, l’espansione urbana dell’Ottocento e il volto operoso di una piccola città cresciuta grazie all’industria mineraria. Qui il passato non è fermo: continua a parlare attraverso i musei, i santuari, le case-museo e i luoghi della produzione che hanno cambiato il destino del paese.
Il percorso nel borgo accompagna alla scoperta del MuGeSS, il Museo della Gente Senza Storia, che raccoglie testimonianze archeologiche dal territorio altavillese dalla preistoria al medioevo e conserva anche preziosi costumi e tessuti ottocenteschi rinvenuti nella cripta della Collegiata dell’Assunta, oggi Santuario Diocesano. Proprio da qui emerge una delle storie più sorprendenti del territorio: quella del fagiolo Normanno d’Altavilla, rinvenuto in un contesto funerario e oggi al centro di un progetto di ricerca, conservazione e valorizzazione per il suo reinserimento nel mercato alimentare.
Poi il racconto cambia ritmo e conduce nel mondo dello zolfo, una delle anime più forti di Altavilla. Dalla scoperta dei terreni solfiferi nella seconda metà dell’Ottocento alla nascita delle società minerarie, fino allo sviluppo della S.A.I.M., queste miniere hanno inciso sul paesaggio, sull’economia e sulla vita quotidiana della comunità. La visita agli stabilimenti delle antiche miniere di zolfo diventa così un’immersione in un luogo di archeologia industriale che conserva ancora il respiro di una stagione decisiva per il Sud produttivo.
La giornata è in programma sabato 20 giugno 2026 ad Altavilla Irpina, in collaborazione con il Club di Territorio Paesi d’Irpinia. Il ritrovo è previsto alle ore 9.30 davanti all’ingresso del Palazzo Municipale, con avvio del percorso guidato alle 10.00. Alle 13.00 è previsto il trasferimento con mezzi propri presso il Ristorante Peluso per un pranzo facoltativo dal costo di euro 35,00 a persona. Nel pomeriggio, alle 15.30, si prosegue con la visita guidata agli stabilimenti delle antiche miniere di zolfo della S.A.I.M.; il termine della manifestazione è previsto alle 17.30.
Il contributo di partecipazione è di euro 5,00 per gli iscritti TCI e di euro 8,00 per i non iscritti. Comprende guida locale, ingresso ai musei indicati nel programma, visita guidata agli stabilimenti S.A.I.M., spese organizzative, assistenza del Volontario Touring Accompagnatore e assicurazioni di responsabilità civile. Non comprende il pranzo, le spese di carattere personale e tutto quanto non specificato. Trasporti con mezzi propri. Partecipanti: minimo 20, massimo 40.
Programma Completo
CdT di Benevento - Altavilla Irpina (AV) - sabato 20 giugno 2026
Accompagnatore e telefono attivo il giorno della visita:
console Lorenzo Piombo - tel. 338 343 1737
Il contributo di partecipazione non è rimborsabile in caso di disdetta.
